Tra i riti della Settimana Santa in Puglia, pochi sono intensi come quello di San Marco in Lamis, sul versante occidentale del Gargano. La sera del Venerdì Santo il paese viene attraversato dalle fracchie: grandi torce di legno di forma conica, montate su ruote e accese, che accompagnano la processione della Madonna Addolorata. Da Ascoli Satriano ci si arriva in auto attraversando il Tavoliere verso nord: è una gita che vale soprattutto per la sera, quando il rito si accende.
Che cosa sono le fracchie
La parola fracchia, di origine incerta, indica una struttura di legno grezzo che ricorda nella forma una fiaccola gigantesca. Ce ne sono di tutte le misure: da quelle piccole, portate dai ragazzi, a quelle enormi, che superano i due metri di diametro e possono pesare diverse tonnellate. Per la comunità sammarchese non sono semplici torce: sono un segno di identità, di fede e di memoria collettiva, preparato con settimane di lavoro e acceso una sola sera l'anno.
Come nasce una fracchia
La costruzione segue una tecnica tramandata. Si parte da un unico tronco, tradizionalmente di castagno o di cerro, preso nei boschi vicini. Il tronco viene spaccato nel senso della lunghezza per circa tre quarti, in sei o otto spicchi che a San Marco chiamano ferle; una staffa di ferro impedisce alla parte rimasta intera di aprirsi, e diventa la coda della fracchia.
Gli spicchi vengono allargati e fissati a una serie di cerchi di ferro di grandezza decrescente, che danno al tutto la sua forma a cono. L'interno viene poi riempito di legna spaccata. La struttura finita si monta su un carrello con due ruote di ferro raggiate: dietro si sistemano sacchi di contrappeso e le corde per i timonieri, che governano la direzione, mentre altre corde e catene servono a tirarla. Un tempo il tronco si apriva con cunei di ferro e accetta; oggi si usa la motosega, ma la logica è la stessa.
Una storia lunga due secoli
Il culto dell'Addolorata a San Marco in Lamis si sviluppa tra Cinquecento e Seicento e si consolida nel Settecento: la confraternita della Vergine Addolorata nasce nel 1749 e vede approvato il suo statuto nel 1753. Le fracchie compaiono nelle processioni nel 1824, con uno scopo molto concreto: la chiesa si trovava allora fuori dall'abitato e non esisteva illuminazione pubblica, quindi le torce servivano a illuminare il cammino della Madonna verso il paese.
Per circa un secolo restarono torce portate a mano. Nel 1925 una devota, Michelina Gravina, fece costruire una fracchia montata su ruote di carro, e da allora quella divenne la forma più diffusa. Nel 1954 la processione fu spostata alla sera del Venerdì Santo, l'orario che conosciamo oggi. Dagli anni Sessanta le dimensioni crebbero molto, tanto che la Pro Loco nel 1961 introdusse un regolamento per contenerle; dagli anni Ottanta si aggiunsero regole più severe per la sicurezza.
La sera del Venerdì Santo
La processione con le fracchie accese parte di sera dalla Chiesa dell'Addolorata: la statua della Madonna avanza insieme al Cristo morto, mentre le fracchie, tirate a forza di braccia, precedono il corteo per le strade del centro. Il crepitio della legna, le scintille e il calore rendono il pubblico parte del rito, non semplice spettatore. Nei giorni precedenti e successivi il calendario della Settimana Santa sammarchese prevede altri momenti, come la processione dell'Addolorata del Giovedì Santo con il canto del Miserere e quella della domenica di Pasqua, quando la Madonna esce in abito di festa.
Consigli per chi vuole assistere
Il rito richiama molta gente: conviene arrivare con largo anticipo, nel pomeriggio, e prendere confidenza con il paese prima del buio. Lungo il percorso bisogna rispettare le transenne e le indicazioni degli organizzatori, perché il fuoco è vero e le scintille arrivano lontano. Meglio un abbigliamento che non tema fumo e cenere, scarpe comode e qualcosa di caldo: in primavera, a sera, sul Gargano fa ancora fresco. Con i bambini piccoli è prudente restare un po' in disparte.
La data cambia ogni anno con la Pasqua: orari e programma vanno verificati di anno in anno sui canali ufficiali del Comune di San Marco in Lamis e delle confraternite.
Il ritorno ad Ascoli Satriano
Dopo una serata così, rientrare in un luogo tranquillo fa bene. I monolocali di Dimora Le Volte & La Pietra, al piano terra in piazza nel centro storico di Ascoli Satriano, hanno volte in mattoni e pietra a vista, Wi-Fi e una cucina attrezzata per uno spuntino all'arrivo; l'auto resta nel parcheggio gratuito della piazza. Il giorno dopo si può passeggiare con calma fino al Duomo, a pochi minuti a piedi.
Dormire nel cuore di Ascoli Satriano
Dimora Le Volte & La Pietra: due monolocali con volte a crociera in mattoni e pietra a vista, in Piazza San Francesco d’Assisi.