La cenatio della villa di Faragola sotto la copertura in legno, con il pavimento in lastre di marmo e le passerelle laterali
Cenatio della villa di Faragola — Foto: FAM1885 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Nella campagna attorno ad Ascoli Satriano, vicino al corso del fiume Carapelle, c'è uno dei siti archeologici più interessanti dell'Italia meridionale per chi ama la tarda antichità: la villa di Faragola. Si trova a pochi chilometri dal borgo e, pur avendo attraversato anni difficili, resta una tappa che vale la pena conoscere, anche solo per capire il territorio in cui si soggiorna.

Un luogo abitato per oltre mille anni

La storia di Faragola è lunghissima. Gli archeologi vi hanno riconosciuto un insediamento dauno del IV e III secolo avanti Cristo, sopra il quale sorse una villa romana nei primi secoli dopo Cristo. Tra il III e il VI secolo la villa fu trasformata e ampliata più volte, fino a diventare una residenza di grande lusso. Dopo il suo abbandono, nell'alto Medioevo, sull'area nacque un villaggio, forse legato a un'azienda agricola di epoca longobarda. Il sito, insomma, racconta in un solo luogo il passaggio dal mondo dauno a quello romano e poi medievale.

La villa sorgeva lungo il tracciato della via Aurelia Aeclanensis, una strada romana che attraversava questa parte della Daunia: una posizione comoda, in mezzo a campi fertili, che spiega la ricchezza dei suoi proprietari.

La cenatio e lo stibadium

Il cuore della villa tardoantica è la cenatio, la grande sala da pranzo estiva, ristrutturata intorno alla metà del V secolo. Gli ospiti mangiavano sdraiati su uno stibadium, un divano in muratura per il banchetto, dal quale scendeva un velo d'acqua corrente raccolto in una vasca. Doveva essere un effetto scenografico notevole, pensato per stupire gli invitati.

I pavimenti e le pareti erano decorati in opus sectile, cioè con lastre di marmo tagliate e accostate a formare disegni geometrici, in parte di reimpiego. Accanto al marmo sono stati trovati anche pannelli in pasta vitrea, molto rari e tipici degli edifici di alto livello. Alcuni di questi pannelli oggi sono esposti nel Polo Museale di Ascoli Satriano, a circa 1 km da Dimora Le Volte & La Pietra, in una sala dedicata.

Le grandi terme

L'altra parte straordinaria della villa sono le terme, con una superficie di oltre mille metri quadrati: sono considerate tra i complessi termali privati più grandi conosciuti in Italia. Comprendevano un ampio frigidarium con vasche e una piscina, ambienti riscaldati e stanze decorate con mosaici e rivestimenti in marmo. Tra i crolli del caldarium è stata recuperata la statua di un bambino cacciatore, del II secolo dopo Cristo, anch'essa oggi visibile nel museo del paese.

Gli scavi dell'Università di Foggia

L'area è stata acquisita dal Comune di Ascoli Satriano nel 1997. Gli scavi sistematici sono cominciati nel 2003 sotto la direzione di Giuliano Volpe e Maria Turchiano dell'Università di Foggia, e sono proseguiti per diversi anni con il lavoro di studenti e ricercatori. Nel 2009 il sito è stato aperto parzialmente al pubblico come parco archeologico, con una copertura in legno che proteggeva la cenatio e permetteva di osservarla dall'alto.

L'incendio del 2017 e lo stato attuale

Nella notte tra il 6 e il 7 settembre 2017 un incendio, ritenuto doloso, ha distrutto la copertura della cenatio e danneggiato parte delle strutture e delle decorazioni. È stato un colpo durissimo per il territorio e per la comunità scientifica, e negli anni successivi sono nate diverse iniziative per sostenere il recupero del sito, comprese visite guidate solidali.

Oggi la situazione delle visite non è sempre la stessa. Negli ultimi anni Faragola è stata aperta in occasione di visite guidate organizzate, ma non con un calendario regolare. Per questo il consiglio è semplice: prima di andare, verificate se e quando il sito è visitabile sui canali ufficiali del Comune di Ascoli Satriano o del Polo Museale, ed evitate di presentarvi senza informazioni. Se il parco non è aperto, la visita al museo in paese permette comunque di vedere da vicino molti reperti della villa.

Come organizzare la giornata

  • Iniziate dal Polo Museale: vedere prima i pannelli della cenatio e la statua del bambino cacciatore aiuta a immaginare la villa com'era.
  • Se il parco è aperto per una visita guidata, raggiungetelo in auto: è a pochi chilometri dal borgo, nella campagna verso il Carapelle.
  • Nella stessa mezza giornata si può aggiungere il Ponte Romano sul Carapelle, a circa 4 km dal borgo.
  • In estate portate cappello e acqua: l'area è aperta e poco ombreggiata.

Perché vale la pena

Faragola mostra un volto meno noto della Puglia, quello delle grandi proprietà agricole della tarda antichità, quando la Daunia produceva grano e ricchezza per famiglie potenti. Anche con le ferite dell'incendio, il sito e i reperti esposti in paese raccontano bene come si viveva, e come si banchettava, in queste campagne quindici secoli fa.

Dormire nel cuore di Ascoli Satriano

Dimora Le Volte & La Pietra: due monolocali con volte a crociera in mattoni e pietra a vista, in Piazza San Francesco d’Assisi.