Ascoli Satriano è un paese da girare a piedi, con calma e scarpe comode. Sorge su un'altura formata da tre colline del Subappennino dauno, a 393 metri di quota, e guarda dall'alto la valle del fiume Carapelle e la pianura che si apre verso Foggia. In una giornata si riesce a vedere l'essenziale, alternando chiese, palazzi, musei e qualche sosta nei punti panoramici.
Il punto di partenza ideale è Piazza San Francesco d'Assisi, che molti in paese chiamano ancora Piazza Plebiscito. Qui si trova Dimora Le Volte & La Pietra, con i suoi due monolocali al piano terra sotto volte in mattoni e pietra, proprio davanti alla chiesa di San Potito: si esce dalla porta e l'itinerario è già cominciato.
I cinque rioni, ognuno con il suo carattere
Il centro abitato si divide tradizionalmente in cinque rioni. San Potito è il più popoloso, Santa Maria del Popolo il più esteso, Castello il più antico, poi ci sono San Rocco e il Serpente, il più recente e anche il più alto. Camminando ci si accorge presto di quanto il paese segua la forma delle colline: salite, scalinate, slarghi improvvisi da cui si vede la campagna.
San Potito e il Duomo
La prima tappa è a pochi passi: la chiesa di San Potito Martire, dedicata al patrono del paese. È un edificio del Seicento e all'interno conserva un coro ligneo barocco datato 1643, oltre a una pietra con inciso il celebre quadrato magico del Sator. San Potito è al centro della vita religiosa di Ascoli Satriano: la sua festa liturgica cade il 14 gennaio, ma date e programma delle celebrazioni vanno verificati di anno in anno sui canali del Comune e della parrocchia.
Il Duomo, cioè la Basilica Cattedrale della Natività della Beata Vergine Maria, si raggiunge in pochi minuti a piedi. Le sue origini risalgono al XII secolo e lo stile è romanico-gotico. Sempre a pochi minuti dalla piazza si incontra il Monumento ai Caduti, opera dello scultore Giulio Barberi.
Il Castello e Palazzo Ducale
Con circa dieci minuti a piedi si sale verso il rione Castello, il cuore più antico del paese. Il Palazzo Ducale nasce come castello normanno, con strutture del XII secolo, e dal Cinquecento divenne la residenza dei duchi Marulli, ultimi feudatari di Ascoli Satriano. Dopo un lungo restauro, che ha recuperato il cortile e il piano nobile, è stato inaugurato nell'agosto 2019. Dall'esterno colpisce la mole compatta che domina il borgo; dai dintorni del palazzo lo sguardo corre sulla campagna fino alle colline.
Il Polo Museale dei Grifoni
Nessuna visita ad Ascoli Satriano è completa senza il Polo Museale, a circa 1 km dalla struttura, ospitato nell'ex monastero di Santa Maria del Popolo. Riunisce il museo archeologico e il museo diocesano. Il pezzo più famoso è il trapezophoros dei Grifoni, un sostegno di mensa in marmo dipinto del IV secolo avanti Cristo, rientrato in Italia dagli Stati Uniti nel 2007 insieme ad altri marmi policromi. Nelle sale si trovano anche reperti della villa tardoantica di Faragola, una statua di Apollo di età romana e la collezione dello studioso locale Pasquale Rosario, mentre la parte diocesana conserva sculture, dipinti, argenti e paramenti sacri. Prima di andare conviene controllare giorni e orari di apertura sui canali ufficiali.
Le Fontane Romane e la Porta di Sant'Antonio Abate
A circa 1 km dalla piazza si trovano le Fontane Romane, legate al nome del magistrato Fundario Prisco e risalenti all'età imperiale. Sono un pezzo di storia quotidiana: gli abitanti hanno attinto acqua qui per secoli, fino a quando, nel 1900, arrivò l'Acquedotto Pugliese.
Tornando verso il centro merita una sosta la Porta di Sant'Antonio Abate, l'antico ingresso della città, ristrutturata nel 1756. Sulla destra resta ancora un tratto delle vecchie mura. In dialetto la chiamano anche "l'arco dell'ospedale", per la vicinanza all'antico ospedale civico, oppure "l'arco di San Potito", per la statua lignea del santo collocata sul terrazzino in alto.
Il panorama e un salto nella storia antica
Ascoli Satriano è l'antica Ausculum, e il suo nome è legato alla battaglia del 279 avanti Cristo tra i Romani e Pirro, re dell'Epiro: una vittoria pagata a un prezzo così alto da diventare proverbiale. Sul colle del Serpente, il punto più alto del paese, gli scavi hanno riportato alla luce un santuario dauno del V secolo avanti Cristo e alcune tombe aristocratiche, nell'area del Parco archeologico dei Dauni. Anche solo per il panorama, salire fin quassù verso sera ripaga la fatica: la luce scende sui campi del Tavoliere e sulla valle del Carapelle.
Consigli pratici per la giornata
- Partite la mattina con le chiese e il Palazzo Ducale, dedicate il primo pomeriggio al Polo Museale e lasciate le Fontane Romane e il panorama per la sera.
- Il paese è in salita: scarpe comode e una bottiglia d'acqua nei mesi caldi.
- Se arrivate in auto, potete lasciarla nel parcheggio gratuito della piazza e muovervi solo a piedi; su richiesta è disponibile anche un box auto.
- Chi vuole proseguire fuori paese ha a disposizione il Ponte Romano sul Carapelle, a circa 4 km dal borgo, e la villa di Faragola, a pochi chilometri.
A fine giornata si rientra in piazza, sotto le volte di pietra, con le gambe un po' stanche e la sensazione di aver visto un paese piccolo ma pieno di storia.
Dormire nel cuore di Ascoli Satriano
Dimora Le Volte & La Pietra: due monolocali con volte a crociera in mattoni e pietra a vista, in Piazza San Francesco d’Assisi.