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Archeologia

Le Fontane Romane, l'acqua di Ausculum

Un complesso idraulico di età imperiale che ha servito la città fino al Novecento.

Circa 1 km Da Piazza San Francesco d’Assisi

Complesso idraulico di età imperiale costruito a proprie spese dal magistrato Publio Fundanio Prisco, in opera incerta: in origine tre cisterne sormontate da arcate (oggi ne restano due) e quattro vasche. Per secoli ha dato acqua agli ascolani, fino all'arrivo dell'Acquedotto Pugliese nel Novecento. Si trova a circa 1 km dalla struttura.

Un dono alla città

Nel mondo romano era frequente che un magistrato finanziasse un'opera pubblica di tasca propria, come gesto verso la comunità e come segno del proprio prestigio. Le Fontane di Ascoli Satriano nascono proprio così: il loro costruttore volle dotare Ausculum di una riserva d'acqua stabile, un bene prezioso in un territorio di colline e pianure asciutte come quello della Daunia.

Come funzionava

La tecnica è l'opera incerta, una muratura di pietre irregolari legate da malta, tipica di molte costruzioni romane. Ancora oggi la si riconosce bene osservando da vicino i muri. Le cisterne raccoglievano e conservavano l'acqua, mentre le vasche ne permettevano l'uso quotidiano. Nelle campagne circostanti è stato individuato anche un acquedotto sotterraneo, segno di un sistema di raccolta più ampio del solo complesso visibile.

Secoli di servizio

Il dato più sorprendente è la durata: le fontane hanno continuato a rifornire gli abitanti fino al 1900, quando arrivò l'acqua dell'Acquedotto Pugliese. Pochi monumenti antichi possono vantare un uso così lungo e così quotidiano. Per generazioni di ascolani sono state il luogo dove si andava ad attingere, molto prima di essere considerate un monumento archeologico.

Le Fontane sono tra le testimonianze più concrete della città romana. In quell'epoca Ascoli era il municipium di Ausculum, e di quella stagione restano anche la domus dei Mosaici sul colle di San Potito e, nella campagna, il ponte sul Carapelle. Il sito è stato inserito dal FAI nel censimento «I Luoghi del Cuore», segno dell'attenzione che la comunità continua a dedicargli.

Come visitarle

Le Fontane si raggiungono facilmente dalla struttura. Si tratta di un sito all'aperto: guardate le strutture senza salire sui muri e senza toccare le parti più fragili. Per eventuali visite guidate verificate aperture e visite sui canali ufficiali del Comune. La visita si abbina bene a quella del Polo Museale dei Grifoni, che si trova anch'esso a circa 1 km dalla struttura.

Consigli pratici

  • Osservate da vicino la muratura in opera incerta: si riconoscono bene le pietre irregolari.
  • Non salite sulle strutture antiche, anche dove sembrano solide.
  • Nelle giornate estive andateci al mattino o nel tardo pomeriggio, evitando le ore più calde.