Tre giorni sono il tempo giusto per conoscere Ascoli Satriano senza fretta e allargare lo sguardo alla Daunia, la parte della provincia di Foggia che sale dal Tavoliere verso i Monti Dauni. Il vantaggio di avere una base fissa è evidente: si disfa la valigia una volta sola, si parte la mattina dalla piazza e la sera si torna sotto le volte in mattoni e pietra di Dimora Le Volte & La Pietra. Ecco una proposta di itinerario, da adattare a stagione e ritmo personale.
Giorno 1, mattina: il centro storico
Il primo giorno è dedicato al borgo, da esplorare a piedi. Si comincia proprio dalla piazza, davanti alla Chiesa di San Potito Martire, dedicata al santo patrono. A pochi minuti di cammino si raggiunge la Concattedrale della Natività della Beata Vergine Maria, di origine medievale: tra i dettagli da cercare c'è un quadrato magico del Sator inciso su pietra, una delle curiosità più fotografate del paese. Poco distante c'è il Monumento ai Caduti.
Con circa dieci minuti a piedi si arriva al Castello Ducale, l'antico castello normanno poi trasformato in residenza dei duchi, restaurato in anni recenti; tra gli ambienti più suggestivi ci sono le antiche prigioni. Sulla strada vale la pena fermarsi anche alla Porta di Sant'Antonio Abate, uno degli ingressi storici dell'abitato.
Giorno 1, pomeriggio: i Grifoni e le Fontane Romane
Il pomeriggio è per il Polo Museale, a circa 1 km dalla struttura, che custodisce i celebri Grifoni: un sostegno da mensa in marmo del IV secolo a.C. con due grifoni che attaccano una cerva, su cui si conservano ancora tracce dei colori originali. Il gruppo fu trafugato da una tomba della zona negli anni Settanta, finì al Getty Museum ed è rientrato in Italia nel 2007. Da qui si possono raggiungere le Fontane Romane, anch'esse a circa 1 km: un complesso idraulico di età imperiale rimasto in uso per secoli, fino all'arrivo dell'acquedotto moderno. Rientro in piazza per l'ora del tramonto.
Giorno 2, mattina: Faragola e il Ponte Romano
La seconda giornata comincia con l'archeologia all'aperto. La villa di Faragola, a pochi chilometri dal borgo, è una grande residenza romana di età tardoantica, abitata tra il IV e il VI secolo, sorta su insediamenti più antichi. Il percorso permette di riconoscere la sala da pranzo con il letto da banchetto semicircolare e le terme; parte delle preziose decorazioni in marmi intarsiati della sala è oggi esposta nel museo del paese. Il sito è stato danneggiato da un incendio nel 2017: prima di andare, verificate sui canali del Comune condizioni e modalità di visita.
Si prosegue verso il Ponte Romano sul Carapelle, circa 4 km dal borgo: tre arcate di età imperiale in mezzo ai campi, lungo il corso del fiume. È una sosta breve ma molto scenografica, soprattutto con la luce del mattino.
Giorno 2, pomeriggio: Lucera
Dopo pranzo ci si sposta in auto verso nord, a Lucera, una delle città d'arte più importanti della provincia. Il simbolo è la Fortezza svevo-angioina: Federico II vi fece costruire il suo palazzo a partire dal 1233, Carlo I d'Angiò lo racchiuse poi in una cinta muraria lunga circa 900 metri, con torri come la Torre della Leonessa e la Torre del Leone. Dalle mura lo sguardo spazia sul Tavoliere fino ai Monti Dauni. In città meritano una visita anche l'anfiteatro romano di età augustea e la cattedrale di epoca angioina.
Giorno 3, mattina: Troia
L'ultima giornata si apre a Troia, raggiungibile in auto attraverso le colline. La Concattedrale, costruita tra il 1093 e il 1125, è uno dei capolavori del romanico pugliese. Il rosone a undici raggi, traforato come un merletto di pietra, è l'immagine più nota; ma non vanno trascurate le porte bronzee di Oderisio da Benevento, quella principale del 1119 e quella laterale del 1127. Dopo la visita, una passeggiata lungo il corso del paese chiude la mattinata.
Giorno 3, pomeriggio: Foggia e l'Epitaffio
Prima di rientrare, o sulla strada verso la stazione e l'autostrada, una tappa a Foggia, circa 40 km da Ascoli Satriano. Qui si trova l'Epitaffio, il monumento del 1651 che segna il punto di arrivo dei grandi tratturi della transumanza, quelli che scendevano dall'Abruzzo. In centro si possono vedere il Palazzo Dogana, legato alla storia della pastorizia, e la cattedrale. È un modo concreto per capire quanto la vita di queste terre sia stata legata per secoli al passaggio delle greggi.
Consigli pratici per l'itinerario
- Serve l'auto: per le tappe fuori dal borgo è indispensabile. Al rientro si parcheggia gratuitamente nella piazza, e su richiesta è disponibile un box auto.
- Orari e aperture di musei, siti archeologici e chiese cambiano nel corso dell'anno: controllateli sempre sui canali ufficiali prima di partire.
- In estate conviene concentrare le visite all'aperto nelle prime ore del mattino e tenere i musei per le ore più calde.
- La sera, con la cucina attrezzata del monolocale, potete preparare una cena semplice con i prodotti del territorio comprati durante il giro.
La vostra base in piazza
Due appartamenti al piano terra in Piazza San Francesco d’Assisi, con parcheggio gratuito nella piazza adiacente e box auto su richiesta.